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Visualizzazione post con etichetta #enricojackcalifano; #ilsalottodeiviaggi. Mostra tutti i post
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mercoledì 27 aprile 2016

Napoli Bike Festival 2016

Ecco il programma di una delle manifestazioni più belle che vede protagonista la nostra bellissima
Napoli.
Tutto il mondo dei Bikers in questi 3 giorni si mobilita per rendere omaggio alla bicicletta in tutte le sue forme...
Quale città migliore di Napoli poteva ospitare ancora una volta un   evento internazionale  che attira amanti della bici da tutta Europa.
Allora montate su una sella e partiamo per un giro della città...




Fonte: www.napolibikefestival.it
"Il Napoli Bike Festival giunge alla sua V edizione che si aprirà il prossimo 20,21,22 Maggio.
Il Festival è promosso dall'Associazione Napoli Pedala, in collaborazione con la Mostra d'Oltremare e con il patrocinio dell’Ambasciata Olandese in Italia, della Federazione Ciclistica Italiana del Comune di Napoli e della Regione Campania.

Il tema del Festival per l’edizione 2016 sarà "Città a Pedali", un filo rosso legherà storie concrete ed esperienze che raccontano come le bici hanno cambiato in meglio le città italiane ed europee negli ultimi anni a partire delle esperienze olandesi. 


Il Festival si aprirà ufficialmente con la pedalata da Piazza San Gennaro (Rione Sanità) venerdì 20 maggio ore 17,30 e terminerà con il#BikeFlashMob nella Mostra d'Oltremare.

Per la nuova edizione sono previste molte novità.


La prima, e la più innovativa, è certamente la realizzazione di una App Cycle stop, creata da Enjinia, una Start Up dell’incubatore di impresa della Città della Scienza. La App è stata pensata come un vero e proprio Trip Advisor per ciclisti con tante funzioni e servizi.
Accanto all’innovazione non poteva mancare la tradizione e il forte legame con il territorio. Grazie alla collaborazione con Ciro Oliva, maestro pizzaiolo della storica Pizzeria da Concettina ai Tre Santi. Da questo anno il Napoli Bike Festival avrà la sua particolare “pizza del ciclista” che si potrà gustare nell'area food al village in Mostra d'Oltremare.
L'apertura della tre giorni si terrà con la partenza del #pedaloper da Piazza San Gennario al Rione Sanitá il venerdi 20 alle 17.30.
Infine la location. Il Napoli Bike Festival dal 20 al 22 maggio 2016 si terrà come sempre nell’area monumentale della Mostra d’Oltremare. I 60 ettari di verde del parco si confermano, infatti, quartier generale del Festival, ma l’evento coinvolgerà tutta la città con pedalate alla scoperta di monumenti e bellezze che verranno proposte per la prima volta a Napoli. E proprio in questo contesto sarà proposta alla città per la prima volta La#Cazzimbocchia una pedalata vintage ispirata all’Eroica, con bici d’epoca, che percorrerà all’alba le tipiche strade napoletane rivestite con i sampietrini.
Un programma, dunque, ricco di novità e approfondimenti, dibattiti, musica, presentazioni di libri, mostre d’arte, attività per i più piccoli, eventi sportivi, un’area food con prodotti di qualità e tanto altro ancora. Al Festival non mancheranno gli espositori di livello nazionale che presenteranno gli ultimi modelli di bici elettriche, muscolari, fixed, cargo bike e vintage.
Grande protagonista della quinta edizione sarà il pump-track ovvero una pista modulare composta da curve e gobbe. Sono chiamate per l’appunto “pump-track” in quanto hanno la caratteristica di essere percorse senza il bisogno di pedalare, ma con il solo ausilio del movimento ritmico delle braccia sul manubrio, consentono di imprimere una velocità di percorrenza della pista sempre crescente.
In questa tipologia di piste da un anno è attiva la Bike Academy, prima scuola di ciclismo campana dove si possono allenare i rider esperti, essendo molto formativa per quanto riguarda l’aspetto di tecnica di guida e la preparazione fisica, ma sono anche piste adatte ai neofiti, sia che essi siano adulti che bambini.
L'area “Bici in Mostra” ospiterà i migliori professionisti tra rivenditori e produttori di biciclette a livello nazionale, offriranno la possibilità di prove di bici muscolari, a pedalata assistita, di tandem, monopattini, bici pieghevoli, cargo bike e tanto altro ancora con la presenza confermata dei marchi delle aziende leader a livello internazionale."



Il costo d'ingresso alla Mostra d'Oltremare - isola delle passioni è di 1 euro.

giovedì 22 ottobre 2015

Parity Rate: nella giungla delle tariffe alberghiere

L'articolo di Sabato Colella è veramente interessante.
Riporto il link dove è possibile leggere per intero le motivazioni e le ragioni per cui una emendamento di questo tipo dovrebbe essere preso con le pinze.


Sabato fa riferimento anche all'antico rapporto con T.O. e agenzie di viaggio che converrebbe recuperare per fare fronte comune e offrire ai viaggiatori non solo la possibilità della giusta tariffa ma anche la possibilità di poter offrire servizi aggiuntivi come escursioni, trasferimenti, guide turistiche personali.
Il ritorno ad un marketing territoriale dove tutti gli attori socio-economici contribuiscono allo sviluppo economico locale è fondamentale per rendere appetibili località che troppo spesso rimangono in sordina.
La parity rate alla lunga potrebbe portare però delle conseguenze negative: quali?
la concorrenza e la battaglia dei prezzi potrebbe peggiorare gli introiti degli albergatori che presi a farsi battaglia con le OLTA (ON LINE TRAVEL AGENCY) potrebbero diminuire troppo le loro tariffe... chi ci guadagna? ci guadagnerebbe solo il cliente finale mietendo però vittime a livello internazionale.
Alla lunga infatti i margini si assottiglierebbero troppo provocando "una moria delle vacche".
Unico rimedio è fare fronte comune con tutto il comparto turistico, creando delle leggi ad hoc tese a stabilire i giusti confini da non valicare per non incorrere un un disagio economico dovuto ad una "finta" concorrenza.
Autorevoli economisti già in passato ci hanno messo in guardia dall'utilizzo sfrenato delle leggi sulla concorrenza, e il motivo è semplice: se tutti possono fare tutto, ci ritroviamo in una parabola discendente di bassa qualità legata a prezzi troppo bassi.
La ricerca e l'attuazione di una concorrenza sfrenata porta a situazioni paradossali, dove il macellaio si mette a vendere viaggi, e dove il contadino si mette a fare l'albergatore.
Bassa professionalità, mancanza di esperienza, ignoranza, la fanno da padrona in un mercato ormai saturo e senza regole precise, dove tutti si possono permettere di fare tutto in nome della "Concorrenza Perfetta". 
Ma la verità è che la concorrenza perfetta nel nostro mondo non può esistere per un motivo universale: nell'acquisto intervengono troppe variabili psico-sociali non misurabili e quindi non subito individuabili.

Hayek: “L’informazione in mano ai vari operatori presenti sul mercato è imperfetta”; quando si analizza la collettività, non si può definire l’informazione come data, acquisita, rigida, ma è necessario capire quanta e quale informazione hanno gli individui a loro disposizione; infatti, una comunità di individui che interagiscono non ha informazioni immutabili e informazioni sono anche le decisioni che gli altri individui prendono, influenzando in questo modo l’ambiente circostante (anche le imprese). 
L'argomento comunque rimane molto vasto e c'è veramente tanto da dover discutere.
Un inizio sicuramente sarebbe l'unione del fronte turistico.




domenica 18 ottobre 2015

Il Tempo che ti uccide!

Ormai l’orologio non fa più Tic – Tac !
Il mondo è cambiato e c’è lo dice uno che di cambiamenti ne sa qualcosa: il Tempo!
Il tempo conosce vita morte e miracoli di tutti noi e di quelli prima di noi.
La percezione del tempo nei secoli è cambiata tantissimo e con l’avvento di alcuni animali prima  e delle tecnologie poi la percezione del tempo è totalmente cambiata.
Si è passati da frasi tipo “ hai tutto il tempo che vuoi” a frasi del tipo “ non ho mai tempo”.
Il passaggio è squisitamente psico-sociale ed è legato al cambiamento e al mutamento delle società umane.
Il tempo c’è sempre stato, esiste in natura: le quattro stagioni ne sono un esempio, anche se ad onor del vero sembra che il tempo delle 4 stagioni stia cedendo il passo a solo 2 uniche stagioni: inverno ed estate.
L’uomo ingenuo e non tecnologico aveva modulato il proprio tempo con quello della natura ed è da questo punto che la psiche umana ha cominciato a costruire la categoria del tempo “sociale”.
L’ingegno umano “non aveva più  tempo” per aspettare le 4 stagioni, così ha dovuto costruire un modo per intrappolarlo: INVENTARE .
Tenere la mente occupata per far trascorrere il tempo più velocemente… un passaggio che è durato secoli e secoli.
Si è passato dall’Uomo di neaderthal che non faceva un cazzo tutto il giorno al mega manger che  non ha tempo neanche per dire buongiorno  ai propri dipendenti!
Uno dei problemi principali della categoria “tempo” è  legato alla morale e all’etica: oggi il tempo per gli altri si è ridotto drasticamente.
 Ho ricercato la categoria tempo su Google ed è pazzesco quanto materiale gira intorno a questa parola: Proverbi, Aforismi, Frasi Celebri, Filosofi, Scrittori, Politici, Scienziati.
La nostra esistenza è impregnata della parola Tempo.
In ogni tempo e in ogni luogo della terra c’è stato qualcuno che ha detto la sua sul tempo.
Una delle frasi più celebri che  dal '700 ad oggi è sempre stata sulla bocca di tutti è:
IL TEMPO E' DENARO.. cit. di Benjamin Franklin rimasta nella storia.
In ogni secolo il tempo è stato modellato sulla struttura sociale di quel momento.
Il tempo è denaro è un cult... una delle frasi più utilizzate nel mondo capitalista e ci da proprio l'idea di come si siano sviluppate le società occidentali: comincia a nascere l'idea di un CAPITALE da accumulare il più velocemente possibile e nel minor tempo.
Soprattutto comincia a ben definirsi un nuovo concetto di società divisa per "classi": chi ha i soldi e decide del proprio tempo e chi invece per vivere può solo vendere il proprio tempo.
NOI, oggi siamo la conseguenza di una società che pensava di dominare il tempo.
Il tempo ha scandito e scandisce la vita di ognuno di noi, da quando nasciamo a quando moriamo.
Il tempo aiuta o uccide le persone. E’ il tempo che comanda tutto ciò che ci circonda e arbitrariamente noi lo utilizziamo come meglio ci conviene ma l’ultima voce in capitolo c’è l’avrà sempre lui e non noi.
In un tempo lontano l’uomo è stato amico del tempo per diventarne in questo nuovo secolo totalmente schiavo!
Procedendo in questo modo arriveremo ad una società il cui vero obiettivo non sarà più l’accumulo di ricchezze ma l’accumulo di tempo utile per vivere.

 Riferimento molto significativo è un film uscito qualche anno fa  INTIME che racconta la vita delle persone regolata da un orologio impiantato sul braccio con uno specifico tempo di vita: un conto alla rovescia in un’esistenza dove tutto ciò che si fa va pagato “col tempo”.
Quello che possiamo e dobbiamo fare è capire che essere schiavi del tempo non porterà nulla di buono anzi è proprio il contrario: riuscire a gestire e ad organizzare il proprio tempo rende le persone più serene, più efficienti e più attente ai rapporti sociali.

"Nessun giorno sia da te vissuto inutilmente" (cit.)

venerdì 18 settembre 2015

il Condizionale che ci condiziona!

Quello che ho notato e quello che più ci fa ridere a me e marianna è quando in agenzia arrivano uomini di altri tempi... personaggi che hanno il loro vocabolario personale e che sai non se ne staccheranno mai.
Stamattina leggendo un articolo di una blogger Alessandra Bruni, mi sono reso conto che "il condizionale" condiziona la vita di tantissime persone.
Quando lo sbagli vieni guardato da chi lo conosce, come un orco che sta letteralmente divorando la Grammatica.
Ho notato altresì che l'effetto "terrore" che produce un "condizionale" sbagliato è uguale in tutte le persone che lo conoscono: stupore, vergogna, e nausea per un errore che è veramente fastidioso perchè toglie "musicalità" alla frase.
In verità vengono commessi tantissimi errori grammaticali, di sintassi, espressivi,di punteggiatura, ma si notano molto meno del nostro "nemico".
Su alcuni tante volte si passa sopra, si notano poco, passano a volte quasi in sordina e vengono scovati solo se messi nero su bianco.
Diciamolo, la paura più insita in noi sono proprio queste 3 parole: Nero_su_Bianco.
Carta Canta: quando l'hai scritto non ci sono santi in Paradiso, nessuno ti fa sconti, i saldi sono finiti... rimani tu e la vergogna di errori che in tanti anni di studi avresti dovuto imparare ad evitare e che invece ritornano ogni volta che la punta della tua penna comincia a scrivere.
Certo si può avere un "lapis"(come dice mia madre) : perchè diciamoci tutta la verità, a tutti quanti noi sarà capitato che quella parola, proprio quella, in tutta la nostra vita non c'è mai entrata in testa, cosicchè ogni volta che provi a scriverla hai sempre il dubbio che non sia stata scritta come doveva.
Infine il turbamento più forte lo abbiamo nel passaggio dal parlato allo scritto: questa è un'altra grande verità.
Quando si parla tante parole e tanti termini vengono detti in automatico senza pensarci su... è tutto scorrevole ma la tragedia è quando quello che pensi e quello che dici poi lo devi mettere per iscritto.. e allora è proprio in questo momento che si scatenano le tue peggiori paure e la tipica domanda che ci facciamo è uguale per tutti: ma si scrive "così o colì"?... provate provate e fatemi sapere.
La conoscenza e il conoscere ma anche solo il "provare" a conoscere hanno un potere democratico e anti-depressivo unico.
La conoscenza ci rende migliori, orgogliosi, arroganti, felici... il mondo lo si vede con occhi diversi.
Continueremo ad arrossire quando durante un discorso commettiamo un errore, ma ci sarà sempre un rimedio: studiare e imparare!
Chissà quanti errori in questo mio articolo...