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domenica 18 ottobre 2015

Il Tempo che ti uccide!

Ormai l’orologio non fa più Tic – Tac !
Il mondo è cambiato e c’è lo dice uno che di cambiamenti ne sa qualcosa: il Tempo!
Il tempo conosce vita morte e miracoli di tutti noi e di quelli prima di noi.
La percezione del tempo nei secoli è cambiata tantissimo e con l’avvento di alcuni animali prima  e delle tecnologie poi la percezione del tempo è totalmente cambiata.
Si è passati da frasi tipo “ hai tutto il tempo che vuoi” a frasi del tipo “ non ho mai tempo”.
Il passaggio è squisitamente psico-sociale ed è legato al cambiamento e al mutamento delle società umane.
Il tempo c’è sempre stato, esiste in natura: le quattro stagioni ne sono un esempio, anche se ad onor del vero sembra che il tempo delle 4 stagioni stia cedendo il passo a solo 2 uniche stagioni: inverno ed estate.
L’uomo ingenuo e non tecnologico aveva modulato il proprio tempo con quello della natura ed è da questo punto che la psiche umana ha cominciato a costruire la categoria del tempo “sociale”.
L’ingegno umano “non aveva più  tempo” per aspettare le 4 stagioni, così ha dovuto costruire un modo per intrappolarlo: INVENTARE .
Tenere la mente occupata per far trascorrere il tempo più velocemente… un passaggio che è durato secoli e secoli.
Si è passato dall’Uomo di neaderthal che non faceva un cazzo tutto il giorno al mega manger che  non ha tempo neanche per dire buongiorno  ai propri dipendenti!
Uno dei problemi principali della categoria “tempo” è  legato alla morale e all’etica: oggi il tempo per gli altri si è ridotto drasticamente.
 Ho ricercato la categoria tempo su Google ed è pazzesco quanto materiale gira intorno a questa parola: Proverbi, Aforismi, Frasi Celebri, Filosofi, Scrittori, Politici, Scienziati.
La nostra esistenza è impregnata della parola Tempo.
In ogni tempo e in ogni luogo della terra c’è stato qualcuno che ha detto la sua sul tempo.
Una delle frasi più celebri che  dal '700 ad oggi è sempre stata sulla bocca di tutti è:
IL TEMPO E' DENARO.. cit. di Benjamin Franklin rimasta nella storia.
In ogni secolo il tempo è stato modellato sulla struttura sociale di quel momento.
Il tempo è denaro è un cult... una delle frasi più utilizzate nel mondo capitalista e ci da proprio l'idea di come si siano sviluppate le società occidentali: comincia a nascere l'idea di un CAPITALE da accumulare il più velocemente possibile e nel minor tempo.
Soprattutto comincia a ben definirsi un nuovo concetto di società divisa per "classi": chi ha i soldi e decide del proprio tempo e chi invece per vivere può solo vendere il proprio tempo.
NOI, oggi siamo la conseguenza di una società che pensava di dominare il tempo.
Il tempo ha scandito e scandisce la vita di ognuno di noi, da quando nasciamo a quando moriamo.
Il tempo aiuta o uccide le persone. E’ il tempo che comanda tutto ciò che ci circonda e arbitrariamente noi lo utilizziamo come meglio ci conviene ma l’ultima voce in capitolo c’è l’avrà sempre lui e non noi.
In un tempo lontano l’uomo è stato amico del tempo per diventarne in questo nuovo secolo totalmente schiavo!
Procedendo in questo modo arriveremo ad una società il cui vero obiettivo non sarà più l’accumulo di ricchezze ma l’accumulo di tempo utile per vivere.

 Riferimento molto significativo è un film uscito qualche anno fa  INTIME che racconta la vita delle persone regolata da un orologio impiantato sul braccio con uno specifico tempo di vita: un conto alla rovescia in un’esistenza dove tutto ciò che si fa va pagato “col tempo”.
Quello che possiamo e dobbiamo fare è capire che essere schiavi del tempo non porterà nulla di buono anzi è proprio il contrario: riuscire a gestire e ad organizzare il proprio tempo rende le persone più serene, più efficienti e più attente ai rapporti sociali.

"Nessun giorno sia da te vissuto inutilmente" (cit.)

venerdì 18 settembre 2015

il Condizionale che ci condiziona!

Quello che ho notato e quello che più ci fa ridere a me e marianna è quando in agenzia arrivano uomini di altri tempi... personaggi che hanno il loro vocabolario personale e che sai non se ne staccheranno mai.
Stamattina leggendo un articolo di una blogger Alessandra Bruni, mi sono reso conto che "il condizionale" condiziona la vita di tantissime persone.
Quando lo sbagli vieni guardato da chi lo conosce, come un orco che sta letteralmente divorando la Grammatica.
Ho notato altresì che l'effetto "terrore" che produce un "condizionale" sbagliato è uguale in tutte le persone che lo conoscono: stupore, vergogna, e nausea per un errore che è veramente fastidioso perchè toglie "musicalità" alla frase.
In verità vengono commessi tantissimi errori grammaticali, di sintassi, espressivi,di punteggiatura, ma si notano molto meno del nostro "nemico".
Su alcuni tante volte si passa sopra, si notano poco, passano a volte quasi in sordina e vengono scovati solo se messi nero su bianco.
Diciamolo, la paura più insita in noi sono proprio queste 3 parole: Nero_su_Bianco.
Carta Canta: quando l'hai scritto non ci sono santi in Paradiso, nessuno ti fa sconti, i saldi sono finiti... rimani tu e la vergogna di errori che in tanti anni di studi avresti dovuto imparare ad evitare e che invece ritornano ogni volta che la punta della tua penna comincia a scrivere.
Certo si può avere un "lapis"(come dice mia madre) : perchè diciamoci tutta la verità, a tutti quanti noi sarà capitato che quella parola, proprio quella, in tutta la nostra vita non c'è mai entrata in testa, cosicchè ogni volta che provi a scriverla hai sempre il dubbio che non sia stata scritta come doveva.
Infine il turbamento più forte lo abbiamo nel passaggio dal parlato allo scritto: questa è un'altra grande verità.
Quando si parla tante parole e tanti termini vengono detti in automatico senza pensarci su... è tutto scorrevole ma la tragedia è quando quello che pensi e quello che dici poi lo devi mettere per iscritto.. e allora è proprio in questo momento che si scatenano le tue peggiori paure e la tipica domanda che ci facciamo è uguale per tutti: ma si scrive "così o colì"?... provate provate e fatemi sapere.
La conoscenza e il conoscere ma anche solo il "provare" a conoscere hanno un potere democratico e anti-depressivo unico.
La conoscenza ci rende migliori, orgogliosi, arroganti, felici... il mondo lo si vede con occhi diversi.
Continueremo ad arrossire quando durante un discorso commettiamo un errore, ma ci sarà sempre un rimedio: studiare e imparare!
Chissà quanti errori in questo mio articolo...